INVECCHIAMENTO E CORONAVIRUS

INVECCHIAMENTO E CORONAVIRUS
  • di Redazione Fondazione Valter Longo OnlusRedazione Fondazione Valter Longo
  • 10 Marzo 2020

Un’analisi condotta dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), risalente al 4 marzo scorso, ha preso in esame i dati sui primi pazienti italiani deceduti a causa del COVID-19: 73 in Lombardia, 21 in Emilia-Romagna, 7 in Veneto e 3 nelle Marche. Analizzando le fasce di età, si evidenzia che:

  • 42,2% dei decessi si è verificato tra 80 e 89 anni
  • 32,4% tra 70 e 79
  • 14,1% sopra i 90
  • 8,4% tra 60 e 69
  • 2,8% tra 50 e 59

Ne risulta che l’età media di coloro che non hanno superato l’infezione e sono deceduti è di 81 anni, circa 30 anni in più rispetto all’età media delle persone infettate che, invece, è di 51 anni (la cui maggioranza sono uomini per il 73,3%). (vedi articolo DATI CORONAVIRUS ALLA MANO)

Oltre metà delle persone defunte, inoltre, era già afflitto da una o più patologie (comorbidità). In particolare, il numero medio è di oltre 3 malattie concomitanti (3,4 per l’esattezza). In dettaglio:

  • 15,5% del campione presentava 0 o 1 patologie
  • 18,3% presentavano 2 patologie
  • 67,2% presentavano 3 o più patologie.

In questa nuova analisi viene confermato che la patologia preesistente più rappresentata è l’ipertensione (74,6%), seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%) e dal diabete mellito (33,8%). Come commenta il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) Silvio Brusaferro: “Si tratta di persone molto fragili, che spesso vivono a stretto contatto e che dobbiamo proteggere il più possibile”.

In Italia ipertensione, cardiopatie ischemiche e diabete mellito (definito anche come diabete di tipo 2), sono tra le condizioni più diffuse, già normalmente responsabili, insieme alle patologie tumorali, di oltre un terzo delle malattie o morti premature. Tanto che il 36,9% tra gli uomini e il 18,5% tra le donne muoiono prima dei 75 anni per queste patologie evitabili. Possono essere evitate perché la maggior parte dei casi riconducibili a queste malattie potrebbe essere agevolmente contrastata attraverso utili e fondamentali modifiche alla nutrizione e allo stile di vita, focalizzate sulla longevità sana e attinenti al raggiungimento o mantenimento di un peso adeguato.

I dati dell’ultimo report italiano su sovrappeso e obesità (Italian Obesity Barometer Report 2019 – dati IBDO Foundation in collaborazione con ISTAT – vedi articolo OBESITÀ IN ITALIA), sfortunatamente indicano che quasi la metà degli italiani si trova in una condizione di eccesso di peso, circa 25 milioni di persone, e uno su 10 è addirittura obeso. Inoltre, circa 4 bambini su 10 sono in sovrappeso oppure obesi. Sia bambini sia adulti mangiano troppi amidi e troppe proteine, come analizzato negli studi approfonditi, condotti per la realizzazione del libro “La longevità inizia da bambini” del Professor Longo. Amidi, zuccheri e proteine sono al centro dell’accelerazione dell’invecchiamentoe contribuiscono al pericolo di sviluppare diversi tipi di malattie.

Ipertensione, malattie cardiovascolari, tumori e diabete di tipo 2, i principali fattori di rischio legati a una morte prematura, in genere, oltre che a quelli genetici, sono, infatti, direttamente collegati ad abitudini scorrette come: cattiva alimentazione, vita sedentaria, tabagismo e abuso di alcol. Tuttavia, dagli studi scientifici emerge che l’età è il principale fattore di rischio nell’incorrere in queste malattie. Qualcosa di analogo lo stiamo osservando per ciò che riguarda l’infezione da Coronavirus: ovvero chi è più anziano risulta essere più fragile e si ammala più facilmente. Intervenire direttamente sull’invecchiamento nel corso del tempo, dunque, potrebbe essere una formula preventiva di molte patologie e fragilità generale più efficace rispetto a quella attuata ora di curare ogni singola malattia al momento del suo apparire. Un processo, tuttavia, che va inteso sul lungo periodo e che non è applicabile in tempi rapidi e con urgenza.

Nell’immediato, in questa situazione di emergenza legata all’epidemia da COVID-19, valgono molto di più le indicazioni ministeriali e internazionali sulla condotta da adottare: lavare spesso le mani; non toccarsi bocca, naso e occhi; in caso di starnuti o tosse coprirsi naso e bocca con un fazzoletto monouso da gettare subito o usare la piega del gomito; evitare contatti con persone che hanno sintomi influenzali; evitare strette di mani e abbracci, mantenendo la distanza di almeno 1 metro; evitare luoghi affollati e preferibilmente non uscire di casa; se si hanno sintomi non recarsi al pronto soccorso e contattare i medici.

Una strategia significativa e di valore è, in ogni caso, rappresentata dall’approccio innovativo (basato sui 5 PILASTRI DELLA SANA LONGEVITÀ – vedi articolo) proposto da Fondazione Valter Longo Onlus, incentrato sui meccanismi che aiutano a rallentare l’invecchiamento e promuovono una longevità sana, che può essere attuato fin da subito nell’ottica di rafforzare il sistema immunitario sia nel breve periodo (vedi articolo VITAMINE E MINERALI PER SOSTENERE IL SISTEMA IMMUNITARIO), soprattutto in questa grave emergenza sanitaria, sia a lungo termine, per non farci trovare impreparati nelle future sfide sanitarie.

Il team dei Nutrizionisti della Fondazione Valter Longo Onlus è sempre a disposizione, soprattutto in questo periodo critico, per continuare ad aiutare chi lo desidera: bambini, adolescenti, adulti e anziani, per offrire a tutti l’opportunità di una vita lunga e sana.

Per maggiori informazioni: nutrizionisti@valterlongo.com

FONTI:

  1. https://www.iss.it/web/guest//comunicati-stampa/-/asset_publisher/fjTKmjJgSgdK/content/id/5286166
  2. http://www.ibdo.it/
  3. La Longevità inizia da bambini. Vallardi editore, 2019
  4. NSIS, Nuovo Sistema Informativo Sanitario
  5. AIOM, Associazione Italiana Oncologia Medica
  6. IDF, International Diabetes Federation, Diabetes Atlas

La Dieta della Longevità. Vallardi editore, 2016

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