“PUNTI LONGEVITÀ PER LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI”

  • di Redazione Fondazione Valter Longo Onlus
  • 21 Gennaio 2021

Fondazione Valter Longo Onlus e Cooperativa Sociale Onlus Punto d’Incontro

L’inclusione e la diffusione di una longevità sana in tutte le fasce della popolazione, in particolare quelle più vulnerabili e che necessitano di supporto quali le persone con disabilità, o meglio che possiedono diverse abilità, sono fattori importanti che danno vita alle attività della Fondazione Valter Longo Onlus e permeano la sua missione. Per questo motivo la Fondazione ha dato vita a un progetto in collaborazione con la Cooperativa Sociale Onlus Punto d’Incontro nell’Area della Città Metropolitana di Milano. La Cooperativa progetta, realizza e gestisce servizi e interventi socioeducativi, socioassistenziali e sociosanitari per circa 300 persone con disabilità psichica, fisica e sensoriale grazie a circa 250 operatori in oltre 10 centri, tra cui Residenze Sanitarie per Disabili, Comunità Alloggio, Centri Socio Educativi e Centri Diurni. Lo scopo della collaborazione tra la Fondazione e la Cooperativa e del progetto è quello di offrire sostegno e assistenza riguardo uno stile di vita sano e abitudini alimentari bilanciate per far sì che tutti, senza discriminazion alcuna, possano vivere una vita lunga e in salute.

Conoscere la disabilità
Il concetto di disabilità è ampio. La “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità” adottata nel 2006 e ratificata nel 2016 da 168 Paesi Membri delle Nazioni Unite, indica che per persone con disabilità si intendono “coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di uguaglianza con gli altri.” Questa convenzione è il primo trattato completo del ventunesimo secolo riguardante i diritti umani, il cui messaggio principale è che le persone con disabilità hanno diritto a tutti i diritti umani e a tutte le libertà fondamentali, senza nessun tipo di discriminazione.

La disabilità nel mondo
Come indica l’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS), quasi tutti giungono a sperimentare una condizione di disabilità temporanea o permanente nel corso della propria vita. Oltre un miliardo di persone, circa il 15% della popolazione mondiale, vive la propria esistenza con qualche forma di disabilità e il numero è in crescita in seguito a un incremento di patologie croniche (quali ad esempio il diabete e malattie cardiovascolari) e di una popolazione che invecchia sempre più (WHO, “Disability and Health”. 1 December 2020). Nell’Unione europea vivono circa 135 milioni di persone con disabilità (WHO- Regional Office for Europe, “Disability”).

Secondo il più recente rapporto ISTAT “Conoscere la disabilità” (03.12.2019), in Italia le persone che, a causa di problemi di salute, soffrono di gravi limitazioni che non gli permettono di svolgere attività abituali e si trovano in una condizione di disabilità sono il 5,2% della popolazione, circa 3 milioni e 100 mila, tra i quali troviamo 1 milione e mezzo di ultra settantacinquenni. Il quadro epidemiologico delle persone in Italia con limitazioni gravi è sensibilmente peggiore di quello del resto della popolazione. Infatti, il 61% riferisce di trovarsi in cattive condizioni di salute.

La disabilità e la salute
Come indica dettagliatamente l’OMS nel suo “Report sulla disabilità” del 2017, le persone con disabilità non solo hanno inferiori possibilità di ricevere un’adeguata istruzione e di avere opportunità di lavoro, ma hanno maggiori probabilità di vivere in povertà e in condizioni di salute precarie. Infatti, gli individui affetti da disabilità sono ad alto rischio di sviluppare condizioni critiche definite “secondarie” quali la depressione, molto comune tra di loro, oppure dolore costante diffuso tra chi soffre, ad esempio, di paralisi celebrale o spina bifida. In aggiunta, corrono gli stessi rischi della popolazione in generale di essere affetti da problemi di salute quali influenza o polmonite e un più alto rischio di essere colpiti da malattie croniche, che tendono ad apparire prima e che sono accentuate da comportamenti non salutari quali l’inattività fisica. Ad esempio, la prevalenza del diabete in persone che soffrono di schizofrenia è circa del 15% contro il 2-3% della popolazione in generale.

Un ulteriore elemento riguarda un invecchiamento precoce legato ad alcune tipologie di disabilità. Certi soggetti mostrano segni di invecchiamento già all’età di 40 e 50 anni e la presenza di malattie croniche ad esso collegate. Per esempio, le persone con la sindrome di Down hanno una probabilità maggiore di soffrire di Alzheimer rispetto alla popolazione in generale, mentre coloro che sono affetti da disturbi mentali corrono un più alto rischio di sviluppare demenza. In aggiunta, il processo di invecchiamento e le sue conseguenze, ad esempio osteoporosi e mancanza di forza e di equilibrio, hanno un più grande impatto sulle persone che presentano già disabilità.

Gli individui diversamente abili mostrano comportamenti ed abitudini che possono mettere la salute a rischio. Per esempio, il Behavioural Risk Factor Surveillance System statunitense del 2001 e 2003 ha osservato come hanno una più alta probabilità di essere fisicamente inattivi, di fumare e di soffrire di obesità. Il 20% dei ragazzi tra i 10 e i 17 anni con particolari esigenze legate alla salute sono obesi, se paragonati al 15% dei ragazzi della stessa età e senza alcuna esigenza particolare relativa alla salute (Center for Disease Control and Prevention. “People With Certain Medical Conditions”. December 23, 2020).

Infine, le persone disabili, sempre secondo il report dell’OMS, sono maggiormenti soggette a ferite e lesioni non intenzionali quali bruciature, incidenti stradali, cadute, oltre a un superiore rischio di morte prematura che varia in base alla tipologia di disabilità. Ad esempio, gli individui colpiti da schizofrenia e depressione mostrano una più alta probabilità, rispettivamente 2.7 e 1.7, di morte prematura.

Se guardiamo nello specifico alla pandemia COVID-19, gli individui con disabilità corrono un rischio maggiore di contrarre il virus per una serie di cause quali: 1) i limiti nell’implementare essenziali misure igieniche quali lavarsi le mani (per esempio alcuni di loro non hanno l’abilità di sfregarsi le mani o di raggiungere il lavandino, ecc.); 2) impossibilità di mettere in atto il distanziamento sociale dovuta alla loro condizione o in quanto vivono in istituti; 3) esigenza di contatto fisico quale strumento di supporto o per ottenere informazioni (questo per esempio per coloro che soffrono di limitazioni visive); 4) limitato accesso alle informazioni relative alla salute pubblica.
Inoltre, se contraggono il virus, si ha una maggiore probabilità di svilupparne forme severe e di mettere in pericolo la propria esistenza in quanto: 1) vi sono barriere nell’accedere ai servizi sanitari; 2) esistono condizioni di salute pre-esistenti che possono aggravare la situazione (per esempio obesità, ipertensione, diabete) (WHO,“Disability Consideratios During the COVID-19 Outbreak”). Ad esempio, l’obesità, di cui una parte dei disabili soffre, è considerata uno dei fattori di rischio per il COVID-19 come osserva una metanalisi pubblicata nell’ Obesity Reviews e che indica come gli adulti obesi corrano un rischio 113% maggiore di essere ospedalizzati e il 48% di morte rispetto ad adulti normopeso o sovrappeso (Popkin Barry M. et al. “Individuals with Obesity and COVID‐19: 26 August 2020). In aggiunta, la Sindrome di Down assieme all’obesità è anche un fattore di rischio di ospedalizzazione e morte dovuta al COVID-19 (Center for Disease Control and Prevention. “People With Certain Medical Conditions”. December 23, 2020),

I Punti longevità per le persone diversamente abili

Come ampiamente dimostrato dalla ricerca scientifica nell’ambito della longevità, dell’invecchiamento e anche della prevenzione delle malattie, uno stile di vita bilanciato e e un’alimentazione sana permettono non solo di prevenire l’insorgere di patologie non trasmissibili (cancro, diabete, obesità, patologie cardiovascolari, autoimmuni come la sclerosi multipla e neurodegenerative quali l’Alzheimer), ma anche di vivere un’esistenza all’insegna della salute e dello stare bene nel presente e futuro per tutti e in particolare per persone con disabilità e, quindi, in una situazione di maggiore vulnerabilità, come ampiamente dimostrato dai dati scientifici.

Per offrire il proprio contributo e mettere a disposizione le proprie profonde conoscenze scientifiche, la Fondazione Valter Longo Onlus si dedica alla creazione di programmi di assistenza nutrizionale, sensibilizzazione ed educazione per coloro che sono diversamente abili e per gli operatori nei CDD (Centri Diurni Disabili), nei CSE (Centri Socio Educativi) e nelle RSD (Residenza Sanitaria Disabili) e nelle Comunità Alloggio al fine di far sì che tutti abbiano la possibilità di vivere una vita lunga e sana.

La Fondazione Valter Longo Onlus organizza le seguenti attività grazie al supporto e collaborazione di importanti partner attivi e radicati sul territorio quali la Cooperativa Sociale Punto d’Incontro :

assistenza nutrizionale personalizzata per gli ospiti nei CDD, nei CSE, nelle RSD nelle Comunità Alloggio. Il supporto e le visite nutrizionali sono adattati ed adeguati alle esigenze e situazione dei singoli pazienti (gusti, preferenze, abitudini, patologie, ecc.) e comprensivi di un piano nutrizionale dettagliato.
attività di sensibilizzazione ed educazione riguardo la nutrizione, l’esercizio fisico e lo stile di vita, in particolare grazie alla creazione di corsi/webinar/incontri/eventi online o frontali, per professionisti nell’ambito sanitario e per gli operatori che lavorano nei suddetti centri.
servizio di consulenza da parte dei nutrizionisti specializzati per definire i programmi alimentari delle mense e del servizio ristorazione dei CDD, CSE, RSD e per consigliare la migliore scelta delle forniture legate ai distributori di cibo e bevande, nel rispetto dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) per la ristorazione collettiva, oltre che organizzare eventi formativi per chi si occupa del servizio mensa e della fornitura di prodotti per i suddetti centri.

Come osserva la Direttrice dei Programmi della Fondazione Valter Longo Onlus, Cristina Villa: “Gli obiettivi sono di molteplici quali: 1) portare un positivo cambiamento della qualità e dello stile di vita degli ospiti di centri, residenze e comunità grazie ad interventi riguardanti l’alimentazione e lo stile di vita, prestando attenzione anche all’esercizio fisico, ed anche tramite attività ed eventi dedicati alla sensibilizzazione ed educazione; 2) offrire terapie di sostegno a quelle standard per far sì che anche gli ospiti che soffrono di determinati tipi di patologie possano ottenere un ulteriore supporto; 3) formare ed educare gli operatori al fine di favorire una cultura della salute, longevità sana e prevenzione delle malattie, fortemente fondata su dati scientifici.”

Per scoprire di più sui Progetti della Fondazione puoi contattare l’area progetti scrivendo una mail a educazione@fondazionevalterlongo.org

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FONTI
United Nations, “The Convention on the Rights of Persons with Disabilities (CRPD)”. Consultato in data 19.01.2021. https://www.un.org/development/desa/disabilities/convention-on-the-rights-of-persons-with-disabilities.html

World Health Organization (1 December 2020) “Disability and Health”. Consultato in data 19.01.2021. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/disability-and-health

World Health Organization- Regional Office for Europe, “Disability”. 19.01.2021. https://www.euro.who.int/en/health-topics/Life-stages/disability-and-rehabilitation/areas-of-work/disability#:~:text=In%20Member%20States%20of%20the,Region%20live%20with%20a%20disability

ISTAT (3 Decembre 2019). “Conoscere la disabilità”. Consultato in data 19.01.2021. https://www.istat.it/it/archivio/236301

Center for Disease Control and Prevention (December 23, 2020). “People With Certain Medical Conditions”. Consultato in data 19.01.2021. https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/need-extra-precautions/people-with-medical-conditions.html

World Health Organization (2020).“Disability Consideratios During the COVID-19 Outbreak”. Consultato in data 19.01.2021. file:///Users/cristinavilla/Downloads/WHO-2019-nCov-Disability-2020.1-eng.pdf

Popkin Barry M. et al. “Individuals with Obesity and COVID‐19: A Global Perspective on the Epidemiology and Biological Relationships”. Obesity Reviews. First published: 26 August 2020. https://doi.org/10.1111/obr.13128

Popkin Barry M. et al. “Individuals with Obesity and COVID‐19: A Global Perspective on the Epidemiology and Biological Relationships”. Obesity Reviews. First published: 26 August 2020. https://doi.org/10.1111/obr.13128

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