DIABETE: DIAGNOSI SBAGLIATA PER UN TERZO DEI PAZIENTI OVER 30

  • di Redazione Fondazione Valter Longo Onlus
  • 14 Novembre 2021

Più di un terzo dei pazienti diabetici sopra i 30 anni a cui era stato diagnosticato, in un primo momento, il Diabete di tipo 2, invece aveva il Diabete di tipo 1. Sono i dati emersi da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Diabetologia (luglio 2019). La ricerca è stata portata avanti da un team di ricercatori dell’University of Exeter Medical School (Regno Unito) guidato da Augus Jones.

Due tipi di diabete trattati in modo differente

Prima di spiegare i dettagli della nuova ricerca, dobbiamo fare un distinguo tra i due tipi di diabete. I soggetti che soffrono di Diabete di tipo 1 presentano un grave e repentino deficit di insulina, poiché le cellule del pancreas adibite alla sua produzione non sono riconosciute dal sistema immunitario e, quindi, vengono aggredite e distrutte. Questi pazienti sono diagnosticati in fase giovanile e, dopo 3 anni, hanno bisogno di regolari dosi insulina (con iniezioni o tramite pompa) per tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue.

Gli individui che presentano Diabete di tipo 2, in genere, ricevono una diagnosi durante l’età adulta e, almeno nelle fasi iniziali, possono gestire la malattia anche attraverso alimentazione sana, esercizio fisico, mantenimento del peso forma e farmaci assunti per via orale. Metodi che, però, non sono efficaci per chi è affetto da Diabete di tipo 1 e necessita di trattamento insulinico.

La diagnosi corretta di Diabete di tipo 1 negli adulti risulta complicata dal fatto che molti pazienti con Diabete di tipo 2 sono magri e presentano un punteggio di rischio genetico di Diabete di tipo 1 inferiore (p<0,001). La nuova indagine evidenzia che se un individuo a cui è stato diagnosticato il Diabete di tipo 2 necessita di terapia insulinica entro tre anni dalla diagnosi, allora ha un’elevata probabilità di essere affetto dal tipo 1. In tal caso, è fondamentale eseguire analisi ematologiche per indagare di quale tipo di diabete si tratti, in modo da fornire trattamento, monitoraggio e supporto educazionale adeguati.

Lo studio nel dettaglio

I ricercatori hanno monitorato 385 individui con diabete insulino-trattato, diagnosticato dopo i 30 anni, provenienti da una coorte della Diabetics Alliance for Research in England (DARE).

 

Il 21% di essi ha soddisfatto i criteri di inclusione per Diabete di tipo 1. Tra questi, il 38% non era mai stato trattato con insulina prima della diagnosi e il 47% ha auto-dichiarato di essere affetto da Diabete di tipo 2. Il rapido fabbisogno di insulina è stato altamente predittivo di un grave deficit endogeno. Tanto che l’85% dei partecipanti ha richiesto il trattamento insulinico entro un anno dalla diagnosi e il 47% di quelli inizialmente non trattati, che ne ha avuto bisogno entro 3 anni dalla diagnosi, mostrava un grave deficit di insulina endogena.

I medici devono prestare particolare attenzione

I soggetti con Diabete di tipo 1 a insorgenza tardiva, diagnosticato dopo i 30 anni hanno caratteristiche cliniche simili agli individui con Diabete di tipo 1 a insorgenza giovanile. Di contro, non viene identificato facilmente. I ricercatori tengono a sottolineare che i medici devono essere consapevoli che i pazienti che passano a terapia insulinica entro i 3 anni dalla diagnosi, molto probabilmente sono affetti da Diabete di tipo 1 e che devono ricevere trattamenti e supporti educazionali ad hoc.

 

FONTI

 

Thomas Nick, Augus Jones et Al. – Type 1 diabetes defined by severe insulin deficiency occurs after 30 years of age and is commonly treated as type 2 diabetes – Diabetologia (July 2019)

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