UN’ALIMENTAZIONE SANA PREVIENE LA DEMENZA SENILE

  • di Redazione Fondazione Valter Longo Onlus
  • 13 Luglio 2021

Un’alimentazione sana e bilanciata fa bene alla nostra salute, sotto vari aspetti. Ecco perché gli scienziati, soprattutto negli ultimi anni, si stanno concentrando nello studio dei benefici di alcune diete salutari. In particolare, la Dieta Mediterranea è quella che viene indagata maggiormente, insieme ad altre. Di recente, è stato pubblicato su Neurology (marzo 2019) un nuovo studio che dimostra come regimi alimentari sani influiscono positivamente sulla funzione cognitiva, prevenendo forme di demenza senile.

TRE DIVERSI REGIMI ALIMENTARI SANI MESSI A CONFRONTO

Si tratta di un’indagine condotta, nell’arco di 30 anni, da un team di ricercatori della Queen’s University di Belfast, in Irlanda del Nord. Sono stati coinvolti oltre 2.600 individui adulti (uomini e donne), con un’età media di 25 anni, all’inizio dello studio, fino ai 45 anni, al termine dell’indagine. I partecipanti sono stati interrogati sulle loro abitudini alimentari all’inizio dello studio e, in seguito, 7 e 20 anni dopo. Gli stessi individui, poi, hanno risposto a test cognitivi altre due volte: a 50 e, poi, ancora a 55 anni d’età. I partecipanti sono stati catalogati in tre diversi gruppi di aderenza (bassa, media, alta), a seconda di quanto la loro dieta si avvicinasse a 3 differenti regimi alimentari considerati sani.

Per farlo, sono stati considerati i seguenti protocolli alimentari salutari: MedDiet (la classica Dieta Mediterranea), dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension – ideata contro l’ipertensione, come parte dello studio denominato CARDIA) e la dieta APDQS (dieta con punteggio di qualità alimentare A Priori). Nella MedDiet prevale il consumo di verdura, frutta, cereali integrali, legumi, noci, grassi insaturi, pesce grasso e olio d’oliva; mentre carne rossa, pollame e latticini ad altro contenuto di grassi sono limitati. La dieta DASH consiste in frutta, verdura, cereali integrali, legumi, latticini a basso contenuto di grassi e frutta secca, limiti sul consumo di pesce, pollame, carne rossa, grassi totali e saturi, sale e dolci. La dieta APDQS comprende frutta, verdura, legumi, latticini a basso contenuto di grassi, pesce e alcol moderato; con limiti su latticini ad altro contenuto di grassi, cibi fritti, snack salati, dolci e bibite zuccherate.

LA DIETA MEDITERRANEA RISULTA TRA LE PIÙ SANE

I risultati hanno indicato una migliore salute cognitiva con la Dieta Mediterranea e la dieta APDQS, mentre non sono stati misurati benefici rilevanti per chi aveva seguito la dieta DASH. In particolare, il gruppo con alta aderenza per la MedDiet ha mostrato il 46% in meno di probabilità di avere scarse capacità di pensiero, rispetto ai partecipanti con bassa aderenza alla dieta mediterranea. D’altro canto, gli individui con alta aderenza alla dieta APDQS hanno mostrato il 52% in meno di probabilità di avere scarse capacità di pensiero, rispetto a chi aveva scarsa aderenza alla dieta. I dati emersi, inoltre, sono stati adattati anche per fattori che sono in grado di influenzare la funzione cognitiva come attività fisica, livello di istruzione e fumo.

Non è ben chiaro il motivo per cui la dieta DASH non abbia mostrato un vantaggio cognitivo. Un’ipotesi è che la dieta DASH non prenda in considerazione l’assunzione moderata di alcol come parte del regime alimentare, rispetto alle altre due diete. È, quindi, probabile che il consumo moderato di alcol, integrato a una dieta sana, possa essere un fattore importante per la salute cerebrale di mezza età. Gli esperti dichiarano che sono necessari ulteriori approfondimenti scientifici, attraverso nuove ricerche, per identificare le giuste combinazioni di alimenti e sostanze nutritive che favoriscono e sostengono la funzione cognitiva. Anche se non conosciamo il modello dietetico ideale per la salute del cervello, seguire una dieta sana per il cuore può essere un modo efficace per diminuire il rischio di sviluppare problematiche cognitive, legate a pensiero e memoria, mentre invecchiamo, come prevenzione all’insorgenza di demenze senili.

>>> Per ulteriori approfondimenti scientifici, legati a un corretto stile di vita e a sane abitudini alimentari, visitate il sito della FONDAZIONE VALTER LONGO, dove trovate anche diverse pubblicazioni di studi clinici.

FONTI

Claire T. McEvoy, Tina Hoang, Stephen Sidney, Lyn M. Steffen, David R. Jacobs, James M. Shikany, John T. Wilkins, Kristine Yaffe – Dietary patterns during adulthood and cognitive performance in midlife – Neurology (March 2019)

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