VITAMINA C E CORONAVIRUS: FACCIAMO CHIAREZZA

VITAMINA C E CORONAVIRUS: FACCIAMO CHIAREZZA
  • di Redazione Fondazione Valter Longo OnlusRedazione Fondazione Valter Longo
  • 31 Marzo 2020

In questi giorni si sono susseguite una serie di fake news, correlate all’emergenza Coronavirus. Tra queste, una delle più cliccate è stata quella sulla vitamina C, la cui massiccia integrazione, in base a certe informazioni veicolate online e sui social, fornirebbe una protezione contro l’infezione. Tanto che, in molti siti di e-commerce la disponibilità di integratori di questa vitamina oggi è scarsa, nonostante la smentita di diversi medici e altri professionisti. Vediamo, quindi, come mai questa notizia è un “fake”.

VITAMINA C

La vitamina C (Acido Ascorbico) è una molecola prodotta a partire da zucchero (glucosio), nella maggioranza delle piante e anche nel fegato di molte specie animali. Non tutti, però, sono in grado di sintetizzarla, tra di essi i primati e, quindi, anche l’essere umano. Per noi la vitamina C è tra quelle definite “essenziali”, ovvero che va necessariamente introdotta con l’alimentazione.

È necessario assumerla tramite integratori? Normalmente no: ci basta consumare vegetali freschi in buone quantità (per le principali fonti di vitamina C vedi l’articolo VITAMINE E MINERALI PER SOSTENERE IL SISTEMA IMMUNITARIO).

Secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), l’assunzione giornaliera raccomandata di vitamina C è di 105 mg nell’uomo e 85 mg nella donna.

FUNZIONI DELLA VITAMINA C

Questa vitamina ha svariate funzioni. Le due virtù più note sono quella antiossidante e potenziante del sistema immunitario. È bene sapere che la vitamina C interviene nella sintesi (produzione) di collagene, neurotrasmettitori e ormoni, come pure partecipa nel metabolismo del colesterolo, nonché favorisce l’assorbimento di ferro.

Ha inoltre proprietà anti-cancro, in quanto agisce nel difendere il nostro organismo dall’aggressione delle nitrosammine, prodotti cancerogeni che si formano nello stomaco a partire da nitriti (sostanze azotate aggiunte come conservanti) che si trovano in alcuni alimenti, come le carni lavorate e talvolta le bevande alcoliche, oltre che nel fumo di sigaretta. La vitamina C, per esempio, è risultata efficace nella prevenzione in alcune forme di tumore, come quelli di stomaco ed esofago, nonché quello della laringe in bevitori e fumatori abituali.

 

La funzione della vitamina C sul sistema immunitario, di grande interesse in questo momento di grave emergenza sanitaria, consiste principalmente nel favorire:

  • produzione di Interferone (IFN-γ), una proteina della famiglia delle citochine, attiva soprattutto contro microrganismi patogeni (virus e batteri) che sono in grado di entrare nelle cellule umane e danneggiarle;
  • formazione e attività dei globuli bianchi (leucociti), le cellule del sangue responsabili della risposta immunitaria, nonché della produzione di anticorpi (proteine) prodotti da alcuni globuli bianchi e che contrastano in modo specifico alcuni patogeni (immunità specifica);
  • riduzione degli ormoni dello stress (primo tra tutti il cortisolo), che abbassano le difese immunitarie, alterando la produzione di alcuni globuli bianchi, nonché abbassando la produzione di anticorpi e favorendo così lo sviluppo di infezioni virali;
  • produzione di collagene, una proteina strutturale che forma una sorta di impalcatura di sostegno e consente l’adesione tra le cellule dei tessuti, garantendone così la funzione di barriera contro sostanze estranee e patogeni (come virus e batteri);
  • azione antiossidante, che contrasta i danni cellulari causati dai radicali liberi (molecole altamente reattive che ne danneggiano altre) e regola l’attività di alcune cellule immunitarie (fagociti), che distruggono i patogeni, anche grazie ai radicali stessi.

CARENZA DI VITAMINA C

Bassi livelli di vitamina C (ipovitaminosi) causano diminuzione di peso, stanchezza e debolezza costanti (condizione nota come “astenia”), dolori muscolari e sanguinamento gengivale. Sono considerate categorie a rischio di carenza: anziani, fumatori, obesi e diabetici. La carenza prolungata di vitamina C determina una patologia chiamata scorbuto (termine da cui la vitamina stessa prese il nome), con importanti danni ai tessuti (a causa delle alterazioni del collagene): ematomi, emorragie, gengiviti con perdita dei denti, difficoltà di cicatrizzazione.

L’integrazione di vitamina C può essere consigliata se è presente un’insufficienza, entro una dose di 1 grammo al giorno, quantità efficace nel rinforzare le difese immunitarie senza determinare effetti collaterali.

A dosi superiori a quelle consigliate, quindi, non ha molto senso integrare la vitamina C e, in ogni caso, sempre sotto controllo medico. Inoltre, non è stata rilevata una correlazione diretta tra dose di vitamina C assunta e protezione dalle infezioni. Ovvero, la carenza di vitamina C rende sì più debole il sistema immunitario, ma oltre la dose raccomandata non si hanno effetti protettivi ulteriori. Al contrario, un eccesso di questa vitamina può causare danni, soprattutto se l’utilizzo è prolungato.

ECCESSO DI VITAMINA C

Un eccesso di vitamina C (ipervitaminosi) è piuttosto raro da raggiungere solo attraverso il cibo. Il nostro organismo ne assorbe solo una parte: dal 50 all’80%, in modo inversamente proporzionale alla dose (vale a dire che più ne assumiamo e meno ne assorbiamo), e ne elimina l’eccesso attraverso la filtrazione dei reni e le urine.

Un eccesso di vitamina C è possibile se si assumono integratori in modo non controllato, il che può causare: mal di testa, bruciore di stomaco, vomito, diarrea, crampi addominali, fino alla formazione di calcoli renali.

CONSIGLI PRATICI

È importante variare il più possibile l’alimentazione, assumendo giornalmente frutta e verdura fresche e di stagione, possibilmente biologiche. Assicureremo così al nostro organismo tutti i nutrienti necessari a mantenerci in buona salute, senza bisogno di ricorrere a integratori. Ad esempio, un’arancia media apporta da sola circa 70 mg di vitamina C, mentre un kiwi ne apporta circa 64 mg.

Ai fini dell’assunzione della vitamina C, è importante alternare nella nostra dieta settimanale verdure cotte e crude, poiché questa vitamina è altamente sensibile al calore (cottura) e alla luce. È importante anche fare attenzione a non associare a verdure crude e frutta fresca sostanze che ne limitano l’assorbimento, tra cui la caffeina. Per questo motivo, evitiamo di bere nello stesso pasto caffè o the con una spremuta d’arancia. Cerchiamo, infine, di consumare frutta e ortaggi entro pochi minuti da quando li abbiamo tagliati, dato che la vitamina C si ossida facilmente a contatto con l’aria, perdendo le sue proprietà benefiche.

Se abbiamo dubbi sulla necessità di assume un integratore di vitamina C, contattiamo il nostro medico o nutrizionista, e seguiamone le indicazioni.

In conclusione, è vero che assumere la giusta quantità di vitamina C contribuisce al mantenimento di un buono stato di salute e delle difese immunitarie. La fake news consiste nel suggerimento di assumerla in dosi elevate (indicazione generalmente inefficace e con potenziali effetti collaterali), nonché nel sostenere che tali quantità forniscano protezione assoluta dall’infezione da Coronavirus.

Anche in questo momento difficile, è fondamentale valutare sempre l’attendibilità delle informazioni che circolano online e sui social, affidandosi alle indicazioni di professionisti competenti (medici di base e specialisti, nutrizionisti e altri operatori sanitari) evitando di ricorrere a soluzioni “fai da te”. Resta sempre valido l’innovativo approccio proposto da Fondazione Valter Longo Onlus, che fornisce gli strumenti per condurre una vita sana il più a lungo possibile, una “longevità sana”, che il nostro team promuove con passione e dedizione.

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