MANGIARE MALE UCCIDE PIÙ DEL FUMO

  • di Redazione Fondazione Valter Longo Onlus
  • 1 Aprile 2020
La salute inizia a tavola, tanto che un’alimentazione sana aiuta a vivere meglio e più a lungo. Al contrario, mangiare male, esagerando con proteine animali e carboidrati raffinati, a discapito di prodotti vegetali e cereali integrali comporta un peggioramento della salute, addirittura più pericoloso del fumo da sigaretta. A evidenziarlo è una recente indagine scientifica, pubblicata sulla rivista The Lancet, grazie al lavoro congiunto di un gruppo di ricercatori guidati da AshkanAfshin dell’Institute for HealthMetrics and Evaluation (Ihme) dell’Università di Washington. Allo studio hanno preso parte 130 scienziati di oltre 40 Paesi in tutto il mondo. Si tratta dell’analisi più completa mai svolta sugli effetti della dieta sulla salute.
Secondo i ricercatori, una cattiva alimentazione è responsabile di 1 morte su 5 a livello mondiale. Portare in tavola piatti realizzati con un eccesso di sale, esubero di grassi (specialmente trans) e bere troppe bibite zuccherate risulta pericoloso per la salute. Il cibo spazzatura e le abitudini alimentari disordinate, infatti, peggiorano la qualità della vita facilitando l’insorgere di molte patologie, tanto da causare una mortalità superiore al fumo, pressione alta e qualunque altro fattore di rischio. Invece, una dieta bilanciata con cibi sani, ricchi di cereali integrali, frutta e verdura, sempre secondo gli esperti può avere l’impatto di un farmaco salvavita.

TROPPE PERSONE AL MONDO MANGIANO MALE

Riprendendo una frase del filosofo Ludwig Andreas Feuerbach, anche secondo AshkanAfshin “siamo ciò che mangiamo” e i rischi legati a un’alimentazione disordinata riguardano tutti, indipendentemente da età, sesso e condizione sociale. Afshin (autore anche di uno studio sull’obesità svoltonel 2017), ha portato avanti questa nuova ricerca per analizzare con attenzione gli effetti del cibo sui problemi di salute cronici, in particolare malattie cardiache e diabete.Da questo ultimo lavoro, è emerso che diete sbilanciate e povere di nutrienti sono responsabili di 10,9 milioni di morti (contro 8 milioni per fumo e 10,4 milioni per ipertensione).Tradotto in percentuale, si parla del22% di decessinel 2017 nei 40 Paesi in esame, per malattie cardio-vascolari come causa principale, seguita da tumori e diabete.
Inoltre, dall’analisi dei risultati emersi, gli studiosi hanno estrapolato un dato che si riferisce alla misura della gravità di una malattia espressa in Dalys (DisabilityAdjusted Life Year). Ovvero gli anni di vita persi per morte prematura per una certapatologia o perché vissuti a causa di essa. In questo caso, emerge che una cattiva alimentazione è stata responsabile di 255 milioni di anni persi per morte prematura o disabilità. In percentuale: il 16% di tutti i Dalys tra gli adulti a livello globale.

SERVONO NUOVE POLITICHE ALIMENTARI

Da questa ricerca sono state rilevate pessime abitudini responsabili di circa la metà dei decessi per cattiva alimentazione e il 66% dei Dalys. Le cattive abitudini riguardano il basso consumo di cereali integrali, di frutta e verdura, e un elevato consumo di sodio, dovuto a sua volta all’eccesso di sale e di alimenti di origine animale. L’altra metà delle morti, invece, è riconducibile a diete ricche di carni rosse e/o lavorate, bevande zuccherate e acidi grassi trans.
Secondo Afshin devono essere messe in atto nuove politiche per favorire un’alimentazione basata sul consumo di cibi sani, che possono svolgere un importante ruolo nella prevenzione di molte malattie. È dunque necessario rivedere tutto il ciclo di produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti “buoni”, anche promuovendo diete salutari. Un maggior consumo di proteine vegetali, a discapito di quelle animali, infatti, può portare benefici a livello mondiale.Gli autori sottolineano come i principali fattori di morte siano diete sbilanciate (ricche di sale, proteine animali e grassi trans), mentre andrebbe privilegiato il consumo di legumi, cereali integrali, frutta e verdura fresche, frutta a guscio e semi oleosi.

Per ulteriori approfondimenti scientifici, legati a un corretto stile di vita e a sane abitudini alimentari, visitate il sito della FONDAZIONE VALTER LONGO, dove trovate anche diverse pubblicazioni di studi clinici.

FONTI

  1. Ashkan Afshin et Al. – GBD 2017 Diet Collaborators – Health effects of dietary risks in 195 countries, 1990-2017: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017 – The Lancet, 2019 May 11
  2. Ashkan Afshin et Al. – GBD 2015 Obesity Collaborators – Health Effects of Overweight and Obesity in 195 Countries – The New England Journal of Medicine, 2017 June 12

In collaborazione con Redazione Fondazione Valter Longo Onlus
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