
Integratori, dispositivi tecnologici e nuove strategie di “biohacking” promettono di aiutarci a vivere meglio e più a lungo. Ma quando si parla di longevità, sono soprattutto alcune semplici abitudini quotidiane a rappresentare, secondo gli esperti, le basi per favorire un invecchiamento in salute.
È quanto emerge dalla 2026 U.S. News Healthy Aging Survey, un’indagine condotta online tra luglio e agosto 2026 su 63 professionisti della salute a livello internazionale, tra esperti di longevità, medici, ricercatori, dietisti, professionisti del fitness e farmacisti. Tra gli esperti che hanno partecipato alla survey figura anche il Professor Valter Longo, Professore di Biogerontologia e Direttore dell’Istituto di Longevità alla University of Southern California – Davis School of Gerontology di Los Angeles.
Quando è stato chiesto quali fossero i fattori più importanti per un invecchiamento sano, l’89% degli esperti ha indicato l’attività fisica regolare e l’89% un’alimentazione equilibrata e ricca di nutrienti. Al terzo posto, il 30% ha indicato un sonno ristoratore e di buona qualità.
La survey riporta quindi l’attenzione sulle abitudini quotidiane: muoversi regolarmente aiuta a preservare forza, mobilità e autonomia, mentre un’alimentazione adeguata contribuisce al mantenimento della salute generale. In particolare, il 48% degli esperti ha indicato un’alimentazione ricca di cibi non infiammatori, come quella di tipo mediterraneo, quale intervento sullo stile di vita più efficace tra quelli proposti per contrastare l’infiammazione cronica di basso grado associata all’invecchiamento.
Un altro risultato riguarda la socialità. Il 59% degli esperti ha indicato l’isolamento sociale come il fattore potenzialmente in grado di accelerare l’invecchiamento biologico più sottovalutato tra quelli proposti.
Proprio su questo aspetto interviene anche il Professor Longo, sottolineando come l’isolamento possa portare a problemi di salute. Gli stessi autori della survey precisano, tuttavia, che il risultato non dimostra che l’isolamento sociale acceleri direttamente l’invecchiamento biologico: evidenzia piuttosto quanto le relazioni significative siano considerate dagli esperti una componente importante, e spesso trascurata, dell’invecchiamento in salute.
La survey invita anche alla prudenza nei confronti del biohacking, termine utilizzato per indicare diverse strategie e tecnologie finalizzate a monitorare o migliorare salute e prestazioni. Tra le opzioni proposte, il 40% degli esperti ha riconosciuto un beneficio concreto ai dispositivi indossabili o ai sistemi per monitorare il sonno, mentre il 31% non ha indicato nessuna delle tecnologie o tendenze proposte.
Il messaggio che emerge dall’indagine è quindi chiaro: le nuove tecnologie possono rappresentare strumenti utili, ma non sostituiscono le fondamenta di uno stile di vita sano. Alimentazione, attività fisica, sonno e relazioni sociali rimangono elementi centrali per mantenere nel tempo funzionalità, autonomia e benessere.
Le esigenze individuali possono tuttavia essere molto diverse. Per questo, prima di apportare cambiamenti significativi alla propria alimentazione o al proprio stile di vita, è importante rivolgersi a professionisti qualificati.
Fonte
U.S. News & World Report, “2026 Healthy Aging Survey: 5 Proven Habits That Matter More Than Biohacks”, Sept. 1, 2026.