Dieta mima-digiuno e tumore al seno: nuove prospettive contro le forme più aggressive

  • di: Fondazione Valter Longo
  • 22 Ottobre 2026

a cura del Team Scientifico di Fondazione Valter Longo

Il tumore al seno triplo negativo è una delle forme più aggressive di carcinoma mammario e presenta spesso un metabolismo alterato, caratterizzato da un elevato consumo di glucosio. Questa particolare caratteristica può influenzare la risposta alle terapie: le cellule tumorali, infatti, utilizzano gli zuccheri per sostenere la propria crescita e la loro attività metabolica può contribuire a renderle meno sensibili ai trattamenti chemioterapici.

Lo studio BREAKFAST sulla dieta mima-digiuno

Una nuova prospettiva arriva da uno studio condotto dalla Dott.ssa Francesca Ligorio e coordinato dal Dott. Claudio Vernieri dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Cell Metabolism (2025), ha esplorato attraverso lo studio clinico BREAKFAST il potenziale della dieta mima-digiuno in associazione alla chemioterapia neoadiuvante, ovvero quella somministrata prima dell’intervento chirurgico. I risultati suggeriscono che questa strategia nutrizionale possa contribuire a modificare il metabolismo delle cellule tumorali, rendendole potenzialmente più sensibili all’azione dei farmaci.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha coinvolto 30 pazienti con tumore al seno triplo negativo, suddivise in due gruppi. Entrambi hanno seguito cicli di dieta mima-digiuno, un programma alimentare di cinque giorni consecutivi che riproduce alcuni degli effetti metabolici del digiuno, in associazione alla chemioterapia standard, fino a un massimo di otto cicli. In uno dei due gruppi è stata aggiunta anche la metformina, un farmaco comunemente utilizzato per il trattamento del diabete, per valutarne gli eventuali benefici aggiuntivi.

Riduzione della glicolisi nelle pazienti con migliore risposta

Attraverso analisi molecolari avanzate, i ricercatori hanno osservato che nelle pazienti che hanno ottenuto i migliori risultati terapeutici si verificava una rapida riduzione dell’attività della glicolisi, il processo attraverso cui le cellule utilizzano il glucosio per produrre energia. Questa modificazione metabolica potrebbe contribuire a rendere le cellule tumorali più vulnerabili alla chemioterapia, aprendo nuove prospettive per migliorare l’efficacia dei trattamenti.

Esiti clinici

I risultati clinici sono promettenti: il 56,6% delle partecipanti ha ottenuto una risposta patologica completa, ovvero l’assenza di tumore invasivo residuo al momento dell’intervento chirurgico. Si tratta di un dato incoraggiante rispetto ai risultati riportati in precedenti studi con la sola chemioterapia. Tuttavia, poiché la ricerca non prevedeva un gruppo di controllo trattato esclusivamente con chemioterapia, saranno necessari ulteriori studi per confermare il contributo specifico della dieta mima-digiuno. L’aggiunta della metformina, invece, non ha mostrato benefici ulteriori significativi.

Prospettive: nuove ricerche e immunoterapia

Nonostante il numero limitato di partecipanti, lo studio rappresenta un importante passo avanti nella comprensione del legame tra metabolismo tumorale, alimentazione e risposta alle cure. Per approfondire questi risultati, sono già state avviate nuove ricerche che valutano l’associazione della dieta mima-digiuno con le terapie oncologiche più moderne, tra cui l’immunoterapia, un trattamento che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e contrastare le cellule tumorali.

Fattibilità e tollerabilità del protocollo

La ricerca ha inoltre fornito risultati incoraggianti sulla fattibilità e sulla tollerabilità del protocollo, seguito sotto stretto controllo medico. È stata osservata una riduzione del grasso viscerale, accompagnata da una temporanea diminuzione della massa muscolare, in gran parte recuperata nel periodo successivo.

Conclusioni e supervisione medica

Nel complesso, questi risultati aprono nuove prospettive per l’integrazione di strategie nutrizionali mirate nei percorsi di cura oncologici. Sebbene siano necessarie ulteriori conferme cliniche, lo studio suggerisce che intervenire sul metabolismo delle cellule tumorali attraverso la dieta mima-digiuno possa rappresentare, in futuro, un valido supporto alle terapie convenzionali. È fondamentale sottolineare che, durante i trattamenti oncologici, protocolli nutrizionali di questo tipo devono essere seguiti esclusivamente sotto supervisione medica specialistica.

Fonte:

Ligorio F, Vingiani A, Torelli T, Sposetti C, Drufuca L, Iannelli F, Zanenga L, Depretto C, Folli S, Scaperrotta G, Capri G, Bianchi GV, Ferraris C, Martelli G, Maugeri I, Provenzano L, Nichetti F, Agnelli L, Lobefaro R, Fucà G, Fotia G, Mariani L, Morelli D, Ladisa V, De Santis MC, Lozza L, Trecate G, Belfiore A, Brich S, Bertolotti A, Lorenzini D, Ficchì A, Martinetti A, Sottotetti E, Arata A, Corsetto P, Sorrentino L, Rediti M, Salvadori G, Minucci S, Foiani M, Apolone G, Pagani M, Pruneri G, de Braud F, Vernieri C. Early downmodulation of tumor glycolysis predicts response to fasting-mimicking diet in triple-negative breast cancer patients. Cell Metab. 2025 Feb 4;37(2):330-344.e7. doi: 10.1016/j.cmet.2024.11.004. Epub 2024 Dec 17. PMID: 39694040.


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