Dal momento della prima segnalazione del caso verificatosi a Wuhan in Cina, lo scorso dicembre 2019, il nuovo Coronavirus – noto come SARS-CoV-2 (Sindrome Respiratoria Acuta Grave Coronavirus 2) – e la relativa malattia – chiamata COVID-19 (COrona VIrus Disease 2019) – si sono diffusi a livello globale : principalmente in Cina, Corea del Sud, Iran e Italia, ma anche negli Stati Uniti d’America (principalmente a Los Angeles e New York e in Sud America e in Australia.
In tutto il mondo, fino al 27 febbraio 2020, sono state segnalate oltre 82mila persone colpite dal virus e 2.800 decessi, di cui rispettivamente oltre il 95% (persone colpite) e il 97% (decessi) solo in Cina. In seguito, i casi di individui contagiati dal nuovo Coronavirus si sono presentati rapidamente anche in altri 49 Paesi, tra cui l’Italia.
Un riferimento particolare va al caso del focolaio di COVID-19 verificatosi sulla nave da crociera italiana Diamond Princess, dove sono state segnalate più di 700 infezioni tra passeggeri ed equipaggio (su un totale di circa 3.700 persone a bordo). Ormeggiata nel porto dell’isola giapponese di Yokohama, in quarantena dal 5 febbraio al 2 marzo, dopo che il 3 febbraio è stato trovato un passeggero positivo al nuovo Coronavirus SARS-CoV-2. La Diamond Princess rappresenta un esempio in “piccolo” di come potenzialmente funziona la diffusione di questo nuovo virus.
EPIDEMIOLOGIA
Le attuali stime sul periodo di incubazione di CODIV-19 indicano un periodo di 5-6 giorni, ma possono variare da 1 a 14 giorni e possono allungarsi addirittura fino a 24 giorni, come riportato dalle pubblicazioni scientifiche di settore.
Inoltre, è stata segnalata anche una tipologia di infezione in cui non si manifestano i sintomi classici di febbre e tosse anche se sembra essere relativamente rara, come descritto nel report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicato a febbraio 2020 – Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID-19). La forma asintomatica, in ogni caso, al momento non rappresenta il mezzo principale della trasmissione.
Nello stesso report viene indicato che tra i 55.924 casi di contagio confermati da dati di laboratorio, l’età media dei soggetti che si sono ammalati è di 51 anni, con la maggior parte di individui (77,8%) con un’età compresa tra 30 e 69 anni, di cui il 51,1% è rappresentato da uomini.
Nei bambini, la malattia sembra essere relativamente rara e di lieve entità, con circa il 2,4% del totale di casi segnalati, tra soggetti di età inferiore ai 19 anni. Inoltre, una percentuale molto ridotta di individui con meno di 19 anni ha sviluppato una forma grave (2,5%) o critica (0,2%).
Per esempio, a Wuhan nessun bambino è risultato positivo all’infezione nel periodo che va da novembre 2019 fino alle prime due settimane di gennaio 2020. Dai dati disponibili, tuttavia, non è ancora possibile determinare davvero il reale grado di infezione nei bambini, come pure quale ruolo svolgano nella trasmissione del nuovo Coronavirus.
Esistono, inoltre, dati riferiti a 9 casi di donne in stato di gravidanza, che suggeriscono la non trasmissione al feto, anche se saranno necessari maggiori studi per confermare questo risultato.
CARATTERISTICHE CLINICHE
In generale, i sintomi più comuni di CODIV-19 sono febbre (83-98% dei pazienti), tosse secca (76-82% dei casi) e affaticamento o mialgie ovvero dolori muscolari (dall’11 al 44%). Sono stati segnalati anche altri sintomi come mal di testa, mal di gola, dolore addominale e diarrea, nonché linfopenia, ovvero carenza di linfociti (70% dei casi) probabilmente associata a una carenza di difese immunitarie, valori elevati di tempo di protrombina (58%) che possono causare una minor coagulazione del sangue e valori elevati di lattato deidrogenasi (40%), un enzima che può indicare un danno cellulare.
La maggior parte (circa l’80%) delle persone infette dal nuovo Coronavirus SARS-CoV-2 contrae la malattia (COVID-19) in forma lieve e guarisce senza particolari complicazioni. Nel 20% circa degli individui contagiati, invece, la malattia può causare forme gravi di polmonite e richiede il ricovero in ospedale ed eventuale terapia intensiva.
IL CASO ITALIANO
Il 21 febbraio all’ospedale di Codogno (Lodi), un uomo di 38 anni viene confermato come primo cittadino italiano con COVID-19 e rappresenta il “paziente 1”. In meno di una settimana, il numero di casi in Italia è aumentato esponenzialmente, coinvolgendo quasi tutte le Regioni: la situazione alle 18:00 del 5 marzo i casi di persone positive al contagio in Italia sono 3.296, 414 i guariti e 148 i deceduti.